Tuesday, 30 October 2012

Safari Loves Cruelty Free Vol. 6: LUSH Cosmetics


Eccoci già al sesto volume di Safari Loves Cruelty Free stavolta dedicato ad un brand che, per chi ha appena sentito nominare l'eco-bio, è spesso e volentieri un punto di riferimento simpatico, colorato e soprattutto profumato che contrasta molto con i prodotti da supermercato cui si è abituati, e più appetibile rispetto alle povere confezioni di alcuni marchi ecobio da erboristeria.
Come altre volte, anche qui buttiamo giù qualche brutta convinzione e invitiamo a riflettere sui comportamenti ambigui delle aziende. Via alle danze!


Safari loves Cruelty Free, Vol. 6: LUSH Cosmetics

Storia del brand
Lush, brand famoso nel mondo per i suoi cosmetici "homemade", nasce nel 1994 da signora e signor Constantine aprono il primo negozio "Cosmetic House Limited" in Inghilterra. Dall'anno successivo il nome diventa Lush.
Sito internet: http://www.lush.com/

Filosofia
I valori di Lush sono ben spiegati sul loro sito (qui la versione italiana): prodotti freschi creati con ingredienti sicuri di origine non animale. Nessun test sugli animali ma su volontari umani. Gli ingredienti vengono acquistati solo da aziende che garantiscono la stessa politica no-cruelty. Parole d'ordine: fresco e biologico.

Criteri:
  • Certificazioni: Lush ha fatto diverse campagne di sensibilizzazione contro i test sugli animali, ed è stata una delle prime marche a ribellarsi all'idea della proroga della legge europea contro tutti i tipi di test cosmetici su animali del 2013.
    • PETA: lista don't test.
    • Naturewatch
    • ICEA: non ha la certificazione perché Lush non ritiene che ICEA abbia degli standard abbastanza rigidi. Veganhome ritiene che si tratti di una mossa pubblicitaria.
  • MADE IN CHINA: No. Lush è anzi impegnata nel Fair Trade (elenco prodotti "etici" qui).
  • CHARITY: oltre al Fair Trade di cui sopra, Lush fa anche beneficenza: i ricavati di alcuni prodotti vanno infatti ad alcune cause scelte dall'azienda (vedi qui).
  • INCI: Lush dichiara di essere un'azienda trasparente, che tiene al cliente e gli mostra tutti gli ingredienti dei suoi prodotti. Mostrarli, e colorarli in verde se gli ingredienti sono "naturali" per distinguerli da quelli in nero (sintetici), secondo loro è sufficiente.
    • Petrolati e siliconi: propylene glylcol, cocamminide dea, edta sono solo alcuni degli ingredienti inquinanti presenti nei prodotti Lush. Sono ingredienti di sintesi derivati del petrolio, che inquinano e che distruggono la fauna marina. 
    • Parabeni: presenti propyl-parabeni.
    • Vegan: alcuni prodotti sono adatti ai consumatori vegani.

    Reperibilità
    Negozi Lush in franchising sul territorio, negozio online monomarca.

    Considerazioni personali
    Riguardo alle informazioni che abbiamo riportato qui sopra senza osservazioni personali, avremmo da dire che tra i valori citati in "Filosofia", campeggiano altre dichiarazioni sul profitto e sul rapporto con la clientela (a nostro avviso, senza correlazione l'una con l'altra sebbene messe nella stessa frase). Altra frase interessante è la dichiarazione per cui fresco e biologico sono importanti "al di là del marketing", come se ci fosse bisogno di ribadirlo. I prodotti etici rendono "buoni, anzi buonissimi"... i prodotti Lush, chi li compra, oppure la stessa Lush? E' sicuramente apprezzabile che un brand devolva parte dei suoi profitti a delle cause di beneficenza. Rimaniamo tuttavia dell'idea che le cause etiche siano spesso un modo per "fare bella figura" con la clientela, in linea con il brand "buono, anzi buonissimo". C'è da dire che l'insistenza sull'etica può in effetti spingere i clienti a riflettere almeno un secondo su argomenti importanti come la beneficienza e l'attenzione al sud del mondo.
    Certo è però che a vedere l'insistenza con cui i commessi impiegati nei negozi cercano di rifilare in tutti i modi a ogni incauto visitatore ogni sorta di prodotto non depone a favore dell'idea che ci si fa relativamente al trattamento dei dipendenti. Alla faccia dell'etica. E dov'è il famoso "il cliente ha sempre ragione" se invece a volte passa la voglia di entrare in negozio per paura di essere assaliti dai commessi?
    E che dire del tentativo di vendere prodotti che nella maggior parte dei casi sono poco utili e molto dilettevoli, se non futili? Perché un brand che vuole essere biologico invece promuove il consumo di prodotti non necessari? Un conto i saponi, ma il prodotto di punta si sa, sono le ballistiche, ovvero quelle sfere che servono per colorare e profumare l'acqua del bagno.
    Se poi guardiamo gli inci, come abbiamo detto più sopra, sono pieni di sostanze non necessariamente sostenibili, anzi. Alcuni degli ingredienti più usati sono inquinanti e provocano danni alla fauna marina (sono proprio i famosi ingredienti "neri" che compaiono sugli inci online, pochissimi certo tra tutti gli elementi "buoni buonissimi" verdi... ma che elementi però!)
    Vogliamo poi parlare di tutti quei glitterini di plastica che finiscono nelle acque nere?
    A questo punto, tutta l'attenzione che l'azienda dimostra per il packaging di riciclo diventa uno specchio per le allodole: sei sostenibile per le confezioni, ma butti quintali di inutile plastica sgargiante giù per i lavandini. Non c'è coerenza.
    Lush non ne esce bene. Safari is happy for the cruelty free thing but sadly disapproves.

    Alla prossima!
    Ere & Anna K.

    Disclaimer
    I contenuti di questo post sono frutto di una modesta ricerca personale su dati forniti dalle aziende sui propri siti o tramite comunicazioni ufficiali riportate su altri siti di informazione quali Wikipedia, il sito della PETA e GoCrueltyFree. I dati sono presentati in modo obiettivo e scevro da giudizi, sia positivi che negativi. Le mie considerazioni personali vanno quindi considerate semplicemente quali riflesso della mia opinione e della mia personale etica da consumatrice e cliente. Non vi è nessun giudizio negativo nei confronti dei consumatori con cui non condivido l'etica dell'acquisto. 

    5 comments:

    1. A me lush piace! Mi sono sempre trovata bene con i prodotti che ho provato e sono molto incuriosita da tanti altri loro prodotti! Concordo con te però sull'"insistenza" dei commessi e sul fatto che molti dei loro prodotti siano solamente degli sfizi e assoluamente non-indispensabili! :)

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    2. Io compro alcune cosine di Lush (diciamo giusto una maschera ogni tanto, anche se la Emotional brilliance mi ha vista tentennare) ma è un pensiero che ho sempre fatto, perchè mettere ingredienti non ecosostenibili quando facilmente sostituibili?E poi mi sono sempre rimasti un pò qui i prezzi alti, ma quello è dato dalle mie braccine corte XD

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    3. Sono una delle poche persone a cui Lush non fa impazzire. Aldilà del lato cruelty-free non compro mai nulla di questo brand perché fondamentalmente... sono pigra! Tutti questi prodotti da usare direttamente sulla pelle, da conservare un frigo, da tagliare in pezzi... boh, preferisco la comodità delle classiche confezioni!

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    4. Sai questa cosa del fatto che non sono "verdi" la sapevo xò io con alcuni prodotti mi trovo abbastanza bene...

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    5. Bellissimo post, utilissimo, ce ne dovrebbero essere di più in giro sull'argomento Lush. Sono stata una lushina per 2 anni (2006-2007) ed ero convintissima che i prodotti fossero fantastici pur sapendo benissimo cosa fosse l'ecobio (dal 2002 usavo e conoscevo fitocose), mi sono fatta incantare e ancora oggi non mi spiego come sia possibile che abbia speso tanti soldi - ma tanti eh, tantissimi! - nei negoozi di via dante e via dei fiori chiari (perchè compravo solo quando andavo a milano, ma andavo più spesso di ora... 1 volta al mese!) eppure ogni tanto da qualche cassetto/pertugio esce fuori una saponetta, una ballistica, un reperto di quegli acquisti.
      Gli shampoo solidi mi hanno distrutto i capelli, stavo praticmante diventando pelata, i saponi (che poi non sono saponi...) erano sgrassanti da morire, ora non ricordo come mai ad un ceto punto ho avuto completamente il rigetto e per anni, dico anni, non sono più entrata in una bottega. Ci sono stata recentemente, ma il *profumo* inconfondibile di ogni negozio lush (ne hanno aperto uno a 10 minuti da casa mia e la puzza si sente per tutto il centro commerciale, una roba da vomito!) che una volta mi attirava, ora mi fa sentire letteralemtne male e son dovuta scappare a gambe levate, anche perchè c'era già la commessa di turno che mi spalmava di roba... Mi ricordo ancora la faccia in fiamme con il "non ti scordar di me"! quando l'ho raccontato recentemente ad una commessa mi ha detto "non è possibile, magari ti ha fatto reazione un altro prodotto" se vabbè...
      Al tempo della lush-mania frequentavo anche il loro forum e mi ricordo che c'ernao spesso ragazze che chiedevano perchè venissero usati determinati ingredienti quando la scelta era vastissima e si poteva fare lo stesso prodotto (migliorato per giunta!) senza inquinare l'ambiente: le risposte erano sempre fumose e sempre con la scusa che gli unici produttori "buoni" che non sperimentavano su animali vendevano quel genere di ingredienti, veramente una caxxata spaziale! E la gente ci credeva pure... me compresa, che pirlona!
      Quando poi la cosa diventava insistente, chiudevano e facevano sparire il post, decisamente un comportamento da signori...
      Personalmente non so se lush vedrà più i miei soldi!

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