Siamo tornate con il nono volume di Safari Loves Cruelty Free! Mancava da un po', ma visto che cominceremo a parlare anche di questo brand su Way to Ecobio, ci sembrava giusto approfondire!
Safari loves Cruelty Free, Vol. 9: Biofficina Toscana
Storia e filosofia del brand
Biofficina Toscana è un'azienda italiana fondata nel 2010 da due donne appassionate di cosmesi naturale. I punti forza di questo brand sono i prodotti ecobiologici creati basandosi sul Biodizionario, e gli ingredienti a chilometro zero. La linea principale si sta ampliando, ha prodotti per bambini e una linea per la casa. Un'intervista alle due fondatrici qui.Sito internet: www.biofficinatoscana.com/
Criteri
- Certificazioni:
- ICEA: come sappiamo l'ICEA ha molti significati. Per Biofficina ICEA certifica che i suoi sono cosmetici naturali ecobiologici.
- Leaping Bunny: Biofficina aderisce allo standard con certificazione ICEA-LAV.
- INCI ECO-BIO: i prodotti non contengono PEG, parabeni, petrolatum, paraffina, SLS, SLES, siliconi, OGM, coloranti artificiali. Gli olii essenziali utilizzati sono puri al 100%. Gli unici ingredienti di origine animale sono il miele biologico e il propoli.
Reperibilità
I prodotti sono reperibili in diversi negozi online e fisici.Considerazioni personali
Secondo le dichiarazioni di Biofficina i "prodotti finiti" non sono testati (secondo la direttiva 2003/15/CE della Comunità Europea). Nulla di nuovo in realtà, si tratta di una pratica illegale. Molte aziende utilizzano questa frase per nascondere test sugli ingredienti (che ancora per un po' rimarranno legali). Nel caso di Biofficina c'è il Leaping Bunny quindi il pericolo è scongiurato, ma ci sarebbe da ridire sulla tecnica comunicativa.I prodotti sono testati da test clinici e dermatologici effettuati dall’Università degli Studi di Pavia, e sono sottoposti al nichel test per prevenire problemi di allergia. Anche qui, visti i controlli che gli permettono di tenere il coniglietto saltellante, non possiamo fare altro che fidarci. Sulla qualità dei prodotti e sui possibili problemi che potrebbero dare alla pelle, siamo in campo sicuro.
L'ottica ecologista dell'azienda è molto positiva se si pensa che sono centrali il concetto di chilometro zero (inteso come zero emissioni di CO2 per portare le materie prime alla lavorazione) e la valorizzazione, appunto, dei prodotti della terra della Toscana. Si rimane un po' stupiti dal fatto che l'azienda KM0 venda anche a Tokyo (ci una pagina facebook, un sito e un account twitter per la clientela giapponese), ma non si può pretendere che la pensino tutti come quelli di Fitocose. D'altra parte, se è un metodo per promuovere la cosmesi organica e naturale, ben venga.
Ci piace moltissimo che sia un'impresa al femminile, le buone idee delle donne in Italia vanno valorizzate! ;) Safari approves!
Parleremo relativamente presto di alcuni loro prodotti
Alla prossima!
Ere & Anna K.
Disclaimer
I contenuti di questo post sono frutto di una modesta ricerca personale su dati forniti dalle aziende sui propri siti o tramite comunicazioni ufficiali riportate su altri siti di informazione quali Wikipedia, il sito della PETA e GoCrueltyFree. I dati sono presentati in modo obiettivo e scevro da giudizi, sia positivi che negativi. Le mie considerazioni personali vanno quindi considerate semplicemente quali riflesso della mia opinione e della mia personale etica da consumatrice e cliente. Non vi è nessun giudizio negativo nei confronti dei consumatori con cui non condivido l'etica dell'acquisto.

se non sbaglio vendono anche su Ecco-Verde che ha sede in Tedeschia.
RispondiEliminaIo penso che il km0 si intenda per la produzione, ma non per la vendita, no?
cioè si produce con prodotti che vengono dai dintorni di casa propria andando a foraggiare il locale inquinando meno... ma se io non lo compro da loro e non abito di fianco a loro, qualcosa sempre farò per portarmelo a casa e spesso sarà quanto minimo inquinante...
Sì ad entrambe le cose.
RispondiEliminaI primi prodotti Biofficina che abbiamo preso vengono proprio dall'Austria per la storia del minimo d'ordine per le spese gratuite, ma se posso d'ora in poi la prenderò da più vicino (Panda, per esempio, oppure direttamente in un rivenditore poco fuori dalla mia città, purtroppo per andare mi serve la macchina...).
Il KM0 in realtà dovrebbe essere un concetto più globale, in ogni caso va bene anche così, non era una critica. Semplicemente fa un po' strano andare sul sito giapponese e leggere che è a chilometro zero... sicuramente non a zero chilometri da Tokyo :D
manco a zero km da me, per cui veramente non mi inquieta XDDDDD
RispondiEliminac'è da dire che per quanto è grossa Tokyo, il concetto in generale applicato a una città del genere fa un po' ridere... pensa che so, a un prodotto a base di roba di Machida che viene lavorato anche solo a Shinjuku... proprio vicine non sono, o sviluppi il teletrasporto o... ^^ (e non ho neanche scelto roba ai due estremi per pietà XDDDD)