Sunday, 26 May 2013

Kanezawa Files #2: I test animali nella cosmetica

Torniamo a parlare di questioni di principio e di consumo consapevole nel mondo dei cosmetici.
Per chi fosse qui di passaggio, nel numero zero abbiamo fatto un po' una presentazione di quello che vogliamo comunicare con questa rubrica, e nel primo volume vero e proprio, abbiamo elencato le tante variabili (e non sono neanche tutte) che possono essere prese in considerazione quando vogliamo capire se una marca cosmetica è cruelty free o meno.
Ovviamente vi consigliamo la lettura dei volumi precedenti, per capire quali sono i nostri metodi e per seguire il filo logico della discussione.
In questo secondo volume infatti parleremo dei test su animali nel mondo della cosmetica, e ci soffermeremo quindi sulle leggi che li regolano: direttive europee, tra cui quella più recente di due mesi fa, e di quelle extra europee più rilevanti.

Kanezawa Files #2: I test animali nella cosmetica


Come ogni procedura che garantisce la sicurezza dei prodotti messi in commercio e reperibili sul mercato, anche i test sui prodotti cosmetici sono regolati da apposite leggi. I test, come dicevamo la volta scorsa, sono necessari per garantire al consumatore che il prodotto che acquista sia sicuro e che non gli provochi problemi di salute. Ovviamente la sicurezza deve essere non solo quella immediata, ma deve essere garantita anche per l'uso prolungato del prodotto, e nella più ampia variabile di situazioni.
I test solitamente sono fatti per irritazione di occhi e della pelle. I prodotti chimici vengono messi sulla pelle depilata dei conigli o messi nei loro occhi. Gli animali vengono costretti a ingerire prodotti chimici anche per settimane o mesi, perché si possano constatare eventuali problemi di salute anche legati alla riproduzione; alcuni di loro subiscono il test della "dose letale". Tutti questi animali vengono uccisi con metodi dolorosi come l'asfissia, la rottura del collo o la decapitazione. Niente anestesia.
Tuttavia, come mostrano esempi eclatanti come quello del Contergan nella sperimentazione medica, che i test animali non sono sempre affidabili (ma parleremo di REACH e di Safe Cosmetics una delle prossime volte). Allora perché ostinarsi con questi metodi?

Credetemi, era l'immagine migliore trovata con "animal testing".
Se avete stomaco, cercate.
Fonte: mybeautybunny.com

Le lotte degli animalisti e dei medici contrari alla vivisezione, di pari passo con lo sviluppo scientifico e tecnologico, hanno permesso di passare da test eseguiti in modo esclusivo sugli animali, a test in vitro su tessuti umani riprodotti artificialmente per quasi tutti i tipi di test.

# EUROPA


Storia della messa al bando dei test in Europa negli ultimi vent'anni
(fonte e immagine ingrandita: European Commission)

1976: entra in vigore la direttiva 76/768/CEE
  • i test animali sui prodotti finiti non sono più obbligatori (ma non sono vietati): la maggior parte delle aziende ha smesso di utilizzare i test animali sui prodotti finiti, perché era una pratica molto dispendiosa e inutile. Alcune multinazionali hanno continuato a testare i prodotti finiti su animali fino al divieto del 2004 (tra queste, Max Factor e altre aziende cosmetiche sotto P&G);
  • ogni prodotto di sintesi nuovo deve essere testato sugli animali: questi ingredienti, realizzati in laboratori specializzati e poi venduti alle case cosmetiche, sono sicuramente testati sugli animali. Sono esclusi gli ingredienti di origine vegetale.
Nasce una POSITIVE LIST di ingredienti di sintesi utilizzati nell'azienda cosmetica prima del 1976. Questi ingredienti, considerati più sicuri per alcuni animalisti, potrebbero essere comunque stati testati in passato sugli animali. Si tratta quindi di ingredienti che non sono no-cruelty, d'altra parte però si evitano ulteriori sofferenze a carico degli animali.

2004: entra in vigore la direttiva 2003/15/EC, percepita in Italia nel 2005.
  • i test animali su prodotti finiti sono vietati (TESTING BAN): da questo momento in poi ogni frase "prodotto non testato sugli animali" è sospettabile. Infatti i test del prodotto sono già vietati, la frase risulta assolutamente ovvia, e potrebbe nascondere invece test su ingredienti.
  • i test animali sui nuovi ingredienti di sintesi sono autorizzati fino al 2009
  • i test animali sui nuovi ingredienti dal 2009 sono limitati ai tre test di tossicità da uso ripetuto, la tossicità riproduttiva e la tossicocinetica (MARKETING BAN): questi tre test sono gli unici permessi per gli ingredienti di nuova formulazione. Si prevede di eliminare anche questi test e si investe nella ricerca per trovare metodi alternativi.
Gli ingredienti di nuova formulazione vengono quindi testati con metodi alternativi. Per le tre categorie citate invece i test sugli animali sono obbligatori. Sebbene sia diminuito il carico di "crudeltà", i tre test sono molto complessi e dolorosi per gli animali. Gli ingredienti di nuova formulazione quindi non sono cruelty free. Le aziende cosmetiche che testano nuovi ingredienti nei laboratori, o che acquisiscono da terzi ingredienti nuovi testati su animali, vanno considerati "do test".

2013: il giorno 11 marzo entra in piena attuazione il marketing ban: non sarà più possibile testare gli ingredienti, neanche per tossicità da uso ripetuto, tossicità riproduttiva e tossicocinetica.
I prodotti venduti nel territorio europeo non possono essere stati testati per validarne la sicurezza, né in Europa (come era già in precedenza), né in altre parti del mondo.

Tuttavia il solo fatto che un prodotto venga venduto in Europa non è sufficiente per considerarlo esente da test. Infatti vengono ancora venduti i prodotti delle aziende che testano i loro prodotti per inserirli nel mercato cinese (vedi più sotto).

Inoltre non è vero che non verranno più fatti test su animali per ingredienti cosmetici, perché esiste il progetto REACH di cui parleremo prossimamente.

Inoltre il fatto che un prodotto venga venduto in Europa non elimina altri problemi, diversi dai test su animali, legati alla definizione del cruelty free (di cui avevamo parlato qui), quali: presenza di ingredienti animali nei prodotti, o di peli animali per le setole dei pennelli, appartenenza a multinazionali, sfruttamento dei lavoratori etc.

Le associazioni ambientaliste continuano, anche dopo l'entrata in vigore della direttiva del 2013, a consigliare l'utilizzo delle liste Leaping Bunny e PETA.
Ogni consumatore ora potrà scegliere se dimenticare il passato, o se non dimenticare e considerare ancora in negativo le aziende che fino a marzo 2013 hanno continuato a testare sugli animali.
 

# REPUBBLICA POPOLARE CINESE


Attualmente le aziende cosmetiche internazionali che vogliono espandere il mercato per i propri prodotti nella Repubblica Popolare Cinese devono far testare su animali i propri prodotti finiti. Superati i test, i prodotti vengono considerati idonei per il consumo da parte del popolo cinese, e vengono immessi nel loro mercato. Molte aziende e multinazionali hanno cominciato a vendere in Cina aumentando così il numero di vittime animali nei test: Avon, Estée Lauder (e tutte le aziende sotto di sé tra cui Bobbi Brown, Clinique, Tom Ford), L'Occitane, MAC, Revlon, Sephora, Yves Rocher (una lista non ufficiale qui).
Sono esonerati dai test i prodotti che vengono considerati compatibili con la tradizione cinese. Un esempio positivo di azienda che vende in Cina ma sceglie solo prodotti che non subiscono i test, è L'Erbolario.
Sono ovviamente esonerati dai test anche i prodotti che giungono in territorio cinese per corrispondenza (ordini online da siti ufficiali o da distributori).
La buona notizia è che le autorità cinesi hanno in programma l'eliminazione dei test su animali e l'utilizzo di metodi alternativi che non provocano sofferenza inutile sugli animali.

Altro discorso è quello della produzione di prodotti in Cina (se non vengono commercializzati in Cina non sono per forza testati): in questo caso si parla di etica del lavoro e ambientale.

EDIT agosto 2014: negli ultimi tempi si è sparsa la notizia secondo la quale la Repubblica Popolare Cinese abbia revocato l'obbligo di testare i prodotti cosmetici su animali, con l'eccezione dei prodotti di protezione solare e contenente sbiancanti per la pelle. 

# ALTRI PAESI



Ovviamente anche fuori da Europa e Cina esistono legislazioni specifiche sull'utilizzo degli animali nei test per i cosmetici.

Negli Stati Uniti, in Canada e in Giappone i test su animali non sono obbligatori ma non sono neanche proibiti. In particolare US e Giappone ono spesso criticati proprio per la mancanza di misure di sicurezza. Considerato che le aziende statunitensi devono provare che i loro prodotti non siano tossici, molti animali vengono utilizzati ogni anno negli Stati Uniti per i test su animali.

In Australia è illegale testare ciò che viene prodotto nel Paese. Tuttavia i test per i prodotti importati da altre parti del mondo non sono né proibite né obbligatorie. Questo vuoto legislativo permette alle aziende di far testare i propri prodotti all'estero. Moltissimi prodotti australiani sono quindi non cruelty free.

Il Brasile, uno dei più grandi mercati al mondo per i cosmetici, ha ancora obbligatori i test animali per gli ingredienti e per alcuni prodotti finiti. Alcune associazioni stanno lavorando con le autorità per validare metodi alternativi a quelli animali.  Tuttavia non tutti gli ingredienti e i prodotti sono testati sistematicamente sugli animali, e in base ai criteri di legge le aziende possono scegliere se vendere solo prodotti che non richiedono test. Alcune marche infatti non testano mai prodotti finiti su animali, e altre sono completamente cruelty free. Anche qui, sta alla coscienza del consumatore.

Speriamo che questo post vi sia stato d'aiuto per farvi le idee un po' più chiare. Abbiamo deciso di non eccedere con i contenuti, quindi alcuni argomenti correlati verranno esaminati la prossima volta.
Attendiamo i vostri commenti!

Indice Kanezawa Files:
#0 Presentazione
#1 Cruelty Free 
#2 Test su animali e legislazione

Alcune letture utili:
Piccolo manuale del consumatore critico animalista - oltrelaspecie.org (pagine 17-21)

A presto,
Ere & Anna K.

14 comments:

  1. Questa serie di post è davvero interessantissima... E anche come "articoli" sono fatti benissimo. Non vedo l'ora di leggere il prossimo!
    (Domanda da ignorante: se non si testa su un animale, quali altri metodi esistono?)

    ReplyDelete
    Replies
    1. Ti ringrazio! Sono contenta che sia interessante :)

      I test alternativi sono fatti su pelle umana in vitro, e su cornee artificiali :)

      Delete
  2. Questa serie di post è fatta benissimo, davvero non posso che farvi i complimenti. Aspetto di leggere gli altri :)
    (Comunque la situazione migliora ma è sempre triste, soprattutto parlando di stati extraeruopei)

    ReplyDelete
    Replies
    1. Ti ringrazio :) È difficile mettere insieme le informazioni che su Internet si trovano, ma spesso sono spiegate in modo da renderci le idee sempre più confuse... Noi ci proviamo! :)

      Delete
  3. C'è solo da sperare che prima o poi tutti i paesi si uniformino da questo punto di vista.
    Mi avete chiarito un po' le idee... Sono ancora recuperabile, tutto sommato. Non è mai troppo tardi :)

    ReplyDelete
    Replies
    1. Non è stato facile mettere insieme questo post proprio perché anche noi ci capivamo poco!
      Certo che si può recuperare! ;)

      Delete
  4. Questa rubrica diventa sempre più interessante :) Conoscevo tutti i passaggi legislativi più recenti e la situazione attuale, ma non le direttive europee più vecchie. In ogni caso, leggendo mi chiedevo come fosse la situazione in Svizzera e purtroppo da una breve ricerca risulta non essere tra le migliori: hanno una legge severa a livello teorico, ma facilmente aggirabile se i governi locali concedono le autorizzazioni. In più, se i test sono definiti a scopo medico i divieti non valgono.
    Sapremo mai se le aziende europee testeranno in Svizzera?
    Ti lascio il link a una pagina del sito della lega anti vivisezione svizzera dove riassumono la situazione più di preciso: http://www.lscv.ch/it/pages/cosmetici/situazione_attuale.html

    ReplyDelete
    Replies
    1. Grazie!! :)
      Leggerò con attenzione, sembra molto interessante! Magari aggiornerò anche il post ;)
      Teoricamente, se si leggono le caratteristiche principali del marketing ban, non si possono commercilizzare prodotti testati su animali o i cui ingredienti siano stati testati in Europa e nei paesi extra europei. In pratica, sembrerebbe una mossa per far muovere anche gli altri paesi in questa direzione (per non precludersi il succulento mercato europeo non devono testare), ma anche per evitare che le aziende aggirino la legge e facciano testare gli ingredienti all'estero, come viene fatto in Australia.
      Teoricamente la legge europea è la migliore in tutto il pianeta, ma sarà il tempo a dirci se abbiamo ragione.
      Va anche detto che le direttive, per definizione, vanno applicate in tutti i Paesi dell'UE e sono gli stessi membri che devono trovare applicazione delle direttive con leggi nazionali. I regolamenti invece sono direttamente applicabili in tutti gli Stati, quindi sono più "veloci". Speriamo bene...

      Delete
  5. Veramente molto interessante, ottimo lavoro! ;)

    ReplyDelete
  6. Grazie, grazie infinite per questi articoli!
    Così nel mio piccolo posso scegliere con criterio cosa comprare e da che parte stare.

    ReplyDelete
    Replies
    1. Grazie a te per il commento e per l'apprezzamento! :)

      Delete
  7. Un altro articolo da studiare, grazie!! Anche se è deprimente che nonostante tutto le cose siano ancora "nebulose" (sono curiosa di leggere la cosa del Reach).

    ReplyDelete
    Replies
    1. Appena ho un po' di cervello, mi metto di nuovo a studiare il Reach insieme ad Anna, spero di non metterci troppo!! >_<
      Grazie a te ;D

      Delete

I commenti sono i benvenuti!
Tuttavia qualsiasi commento contenente link al proprio blog, richieste di sub4sub o pubblicità, verrà cancellato. I commenti contenenti linguaggio o contenuti non appropriati non verranno pubblicati. Siate gentili e rispettate queste regole!

Feel free to leave a comment!
The comments that contain links, following request or advertising will be considered as spam. Unrespectful language and contents won't be published. Please respect these simple rules!