Wednesday, 10 July 2013

Safari Loves Cruelty Free, Vol. 11: Too Faced


Dopo una bella pausa, eccoci con l'undicesimo volume di Safari Loves Cruelty Free. Stavolta cominciamo con marchi più tradizionali di make up, e più precisamente con un brand di range medio-alto: Too Faced.

Safari loves Cruelty Free, Vol. 11: Too Faced


Storia e filosofia del brand

Too Faced è un brand americano nato nel 1998. I due fondatori sono Jerrod Blandino, MUA e direttore creativo del marchio, e Jeremy Johnson, CEO.
Sito internet: www.toofaced.com

Criteri

  • Dichiarazioni del brand:
    - "No way, Too Faced loves animals! Our products are totally cruelty-free. In fact, our brushes are made with the softest and gentlest teddy-bear hair." (sito Too Faced, FAQ)
    - "We do not test ingredients or finished products on animals, nor do any of our labs do so on our behalf. We do not sell to China for this exact reason of your concern and will not do so as long as it is required to test on animals. We, like you, feel very strongly about the well-being of all of our furry friends, and will continue to reflect our beliefs in all of our behaviors beginning with the creation of our formulas all the way to the end product and where it is sold." (fonte: Cruelty Free Information, qui)
  • Certificazioni: è nella lista dei "do not test" di PETA, e sul sito del brand compare il simbolo del coniglietto con le orecchie a cuore. In quanto a Leaping Bunny, la faccenda si fa più complicata.
    A gennaio 2012, pagina Facebook di Leaping Bunny: "Too Faced Cosmetics, this company could not fulfill the obligations of the Leaping Bunny Standard, so it was removed from the Program. Due to a confidentiality agreement that was signed, we cannot discuss the details of its removal." (fonte: qui)
    Marzo 2013, risposta a Rebekah del blog Cruelty Free Information: "We are in the process of the Leaping Bunny approval" fonte: Cruelty Free Information qui)
  • Mercato europeo: sì, quindi in teoria ingredienti e prodotti finiti non sono testati sugli animali.
  • Mercato cinese: no, come da fonte citata sopra.
  • Distribuzione: Too Faced è distribuito da Sephora, azienda non cruelty free perché vende i suoi prodotti in Cina.
  • Inci: gli ingredienti di tutti i prodotti sono consultabili sul sito americano. Molti prodotti sono privi di parabeni (anche alcuni dei primer occhi).
  • Vegan: i pennelli hanno tutti setole sintetiche. Molti prodotti sono privi di ingredienti di origine animale.

Reperibilità

I prodotti Too Faced sono reperibili in Italia solo nei negozi fisici delle Sephora che espongono il marchio. Per chi compra su internet, oltre allo shop online di Sephora c'è anche il negozio britannico BeautyBay.

Considerazioni personali

Mi ha stupito veder uscire Too Faced da delle liste di aziende certificate cruelty free. Il Leaping Bunny solitamente è molto affidabile e l'uscita di scena non può che perplimere, soprattutto se non si può sapere perché. Si è scoperto che uno dei fornitori non è cf? Altre marachelle? Non lo sappiamo. La buona notizia è che sta tornando all'interno dello Standard.
In ogni caso, per quello che ci è dato sapere, Too Faced viene venduto in Europa quindi è sottomesso al ban dei test. Altri aspetti legati al cruelty free dimostrano un interesse dell'azienda nei confronti della salute (prodotti senza parabeni in molti casi) e degli animali (pennelli e ingredienti vegan).
Non si tratta comunque di una casa cosmetica naturale, quindi l'attenzione per l'ambiente non è totale.
La distribuzione generica in Europa è affidata a Sephora, che ho scoperto da poco essere una delle aziende che vende i prodotti della sua marca in Cina, con l'obbligo quindi di farli testare in loco sugli animali. Per chi non volesse passare per Sephora, ci sono altri distributori virtuali, come Asos e Beauty Bay, tutti più o meno impelagati in problemi con il cruelty free.

Devo ammettere che il mio rapporto con i prodotti del marchio non è di amore incontrastato. Delle tre esperienze con i loro prodotti, due sono andate molto male (primer e ombretto), mentre una è neutra tendente al buono. Ci sono dei prodotti che mi incuriosiscono ma in linea generale non mi attrae molto, forse per la monotonia dei toni che propone nelle palette.
Se non fosse per questo, credo che mi fiderei ad acquistare una volta ogni tanto da Too Faced, come sfizio costosetto fuori dal trucco minerale o naturale, viste le premesse abbastanza buone nell'ottica animalista/ambientalista, abbastanza rare nell'ambito della cosmetica da profumeria.
Safari approva con riserva (il massimo concesso, personalmente, alle marche non eco-bio)!

Alla prossima!
Ere & Anna K.

Disclaimer
I contenuti di questo post sono frutto di una modesta ricerca personale su dati forniti dalle aziende sui propri siti o tramite comunicazioni ufficiali riportate su altri siti di informazione quali Wikipedia, il sito della PETA e GoCrueltyFree. I dati sono presentati in modo obiettivo e scevro da giudizi, sia positivi che negativi. Le mie considerazioni personali vanno quindi considerate semplicemente quali riflesso della mia opinione e della mia personale etica da consumatrice e cliente. Non vi è nessun giudizio negativo nei confronti dei consumatori con cui non condivido l'etica dell'acquisto.

6 comments:

  1. Non sono una frequentatrice di Too Faced, al di fuori del primer occhi non ho mai utilizzato null'altro (eccetto lo swatch di un paio di matite in negozio), ma leggo sempre molto volentieri i vostri approfondimenti.
    Il problema "distribuzione" non lo avevo minimamente calcolato!

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  2. Ho pochi prodotti di Too Faced (direi 3, due eyeliners e un ombretto, se la memoria non mi inganna), un po' per il prezzo un po' per la reperibilità: riesco a trovarla solo quando vado nella mega Sephora giù dalle mie parti. Il fatto che Safari approvi (seppur con riserva) mi consola, anche se credo che mi sculaccerebbe per la questione MAC, ahahahah!

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    1. Ahaha ma nooo, semmai al massimo ti direbbe "Safari è triste", e lì sarebbe dura uscirne fuori! :D sìsì di suo non sarebbe neanche male!

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  3. Anche io non consideravo la distribuzione! Personalmente non ho mai provato questa marca. Ma i parabeni influiscono sul cruelty free o era una nota relativa a quello che cerchi tu come ingredienti?

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    1. La categoria inci è importante, secondo me, per tanti motivi.
      La prima cosa è: preferisco chi pubblica gli inci completi sul sito. Penso sia sinonimo di correttezza.
      Se un'azienda è poi attenta alla salute dei consumatori, segnalerà che sono senza parabeni. Alcune di queste sostanze sono tra l'altro anche inquinanti, quindi la loro mancanza è un incentivo.
      Di base sono convinta che se una marca tarda a farsi certificare ma mostra interesse concreto verso ambiente (anche con il packaging) e la salute del consumatore, per me sono già mille punti di fiducia in più. Così come marche certificate cf perdono la mia fiducia quando trovo certe porcherie negli inci (vedi Lush e Couleur Caramel)...

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