Monday, 12 August 2013

Safari Loves Cruelty Free, Vol. 12: Inglot


Siamo arrivate al dodicesimo volume di Safari Loves Cruelty Free. La marca protagonista, stavolta, è una marca europea di cosmesi professionale: Inglot.

Safari loves Cruelty Free, Vol. 12: Inglot


Storia e filosofia del brand

Inglot è stata fondata da Wojtek Inglot, giovane chimico che al tempo lavorava nel settore ricerca e sviluppo di un'azienda farmaceutica. Il suo fine era creare prodotti di alta qualità a un prezzo ragionevole, usando solo i migliori ingredienti e materie prime dai migliori fornitori.
Sito internet: www.inglotcosmetics.com

Criteri

  • Certificazioni: Inglot non compare nella lista di PETA né tantomeno in quella del Leaping Bunny, ma dichiara di non testare su animali, così come si fornisce presso fornitori cruelty free. 
  • Mercato europeo: sì, quindi ingredienti e prodotti finiti non possono essere testati sugli animali per essere messi sul mercato.
  • Mercato cinese: no, come si evince dalla lista dei negozi Inglot presenti nel mondo (qui).
  • Distribuzione: Inglot non è affiliata a nessuno per la sua distribuzione. I suoi negozi sono monomarca oppure, in Italia, corner all'interno delle Coin. 
  • Inci: punto d'orgoglio per Inglot è sicuramente l'attenzione agli inci, che nonostante l'impiego di ingredienti sintetici e non "verdi", sono studiati per non contenere parabeni né nichel. Il Carminio e il boron nitride (che causano allergia in alcuni soggetti e che è di origine animale) è però presente.
  • Vegan: come detto qua sopra, negli ombretti viene indicato un "may contain" generico riguardo al Carminio. Inoltre la maggior parte dei pennelli della marca sono di setole animali (dalla capra allo scoiattolo).

Reperibilità

I prodotti Inglot si possono acquistare nei negozi monomarca e nei citati corner nelle Coin (non c'è differenza di prezzo). Esiste un servizio di acquisto per corrispondenza. Negli Stati Uniti esiste un negozio online, ottimo anche per chi non ci abita, al solo scopo di poter consultare i numeri dei prodotti.

Considerazioni personali

L'impatto che ho avuto con Inglot è stato questo: marca professionale con un'attenzione particolare agli ingredienti, professionalità e scelta. Nei corner e nei negozi, tranne che in occasioni rarissime, ho sempre trovato mua competenti e gentilissim*. I prezzi non sono neanche altissimi per la qualità proposta. E questo non glielo toglie nessuno.
Guardando un po' più a fondo, qualche dubbio a livello di cruelty free viene. Non avere una certificazione non vuol dire non essere cruelty free, ma sarebbe una garanzia non da poco, in particolare se si tratta del Leaping Bunny, che garantisce controllo e rispetto dello Standard anche per quanto riguarda i re-test e quindi l'innocenza completa del brand.
Volendo sorvolare sulla certificazione, per fortuna Inglot dichiara, anche se non in modo molto ufficilale, di non testare e di non comprare materiali da fornitori che testano. Se questo non basta, la legge europea recente ha sistemato gran parte del resto. In più Inglot non vende in Cina e in mercati che richiedono i test, quindi i test diretti possiamo escluderli.
Ma sappiamo che i test non sono l'unico criterio per poter definire una marca cruelty free a livello personale (ne avevamo parlato su Kanezawa Files #1).
L'attenzione all'inci non vuol dire attenzione all'ambiente, né per gli ingredienti né per il packaging.
Ma cosa ancora più importante, i pennelli non sono cruelty free, e la questione del Carminio come sappiamo è controversa e non si può considerare totalmente cruelty free.
Insomma: Safari "approvicchia" solo un acquisto utile ogni tanto per colori che non si trovano altrove, ma nessun vuole vedere nessun pennello loro varcare la porta di casa!

Alla prossima!
Ere & Anna K.

Disclaimer
I contenuti di questo post sono frutto di una modesta ricerca personale su dati forniti dalle aziende sui propri siti o tramite comunicazioni ufficiali riportate su altri siti di informazione quali Wikipedia, il sito della PETA e GoCrueltyFree. I dati sono presentati in modo obiettivo e scevro da giudizi, sia positivi che negativi. Le mie considerazioni personali vanno quindi considerate semplicemente quali riflesso della mia opinione e della mia personale etica da consumatrice e cliente. Non vi è nessun giudizio negativo nei confronti dei consumatori con cui non condivido l'etica dell'acquisto.

7 comments:

  1. Ecco, non ho mai provato nulla di Inglot :)
    Ma si sa, prima o poi capiterà ^^
    Magari dopo aver ipersuperspulciatissimo il sito USA di cui parli ^^

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    1. Quelle due cose che ho provato sono spettacolari :D questa settimana ci sarebbe pure il 3x2...

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  2. Mmmmmm interessante.... Grazie per la dritta!

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    1. Di nulla, grazie a te per il commento! :)

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  3. I pennelli in setole naturali mi fanno rabbrividire! :/

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    1. Anche a me fa impressione, per il fatto soprattutto che non si sa esattamente come vengono ottenuti >_<

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    2. Tra l'altro è uno dei papabili argomeni per i Kanezawa Files :)
      Peccato, perché le cialde sono bellissime e scriventi, e sicuramente si tratta di trucco di qualità.
      E' anche interessante che puntino molto sulle capacità delle loro mua, visto che organizzano minicorsi di trucco nei loro corner. Che mi tentano un po', devo ammetterlo. Ma farsi spennellare da una coda di scoiattolo mi fa impressione.

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