Monday, 27 January 2014

Safari Loves Cruelty Free Vol.13: theBalm


Un altro dei buoni propositi per l'anno nuovo è riprendere in mano la rubrica Safari Loves Cruelty Free. Ammetto di averla tralasciata sia per mancanza di tempo (fare le ricerce non è così immediato e veloce), e per un po' di stanchezza nel leggere tutto e il contrario di tutto, di vedere che nonostante tutto l'impegno che posso metterci, sono gli articoli sensazionalistici scritti senza un minimo di informazione seria ad essere letti e commentati. Articoli per cui ci si convince che tale marca è cattivissima e l'altra no, ma senza nessuna vera base logica nel ragionamento.
C'è un però. Benché non sia neanche lontanamente vegetariana, e benché non appoggi le associazioni animaliste né tantomeno certi fondamentalismi antispecisti, credo ancora che scegliere marche che dimostrano un minimo di etica e trasparenza verso il consumatore (anche per quanto riguarda gli ingredienti che gli fa spalmare in faccia) sia meglio. Quindi, spronata da Anna, ho deciso di ricominciare.
Il tredicesimo post di questa rubrica è dedicato ad un brand ormai famoso in tutto il mondo per i suoi prodotti facilmente riconoscibili per l'atmosfera vintage: theBalm.


Storia e filosofia del brand

theBalm nasce nel 2004 dalla volontà della CEO Marissa Shippman. La linea di prodotti da lei ideata danno importanza alla persona e sono curati nella qualità degli ingredienti. Packaging e nomi dei prodotti sono ispirati agli anni '50, provocanti e divertenti.
Sito internet: www.thebalm.com

Criteri

  • Certificazioni: theBalm non compare né nella lista PETA, né nella più affidabile lista Leaping Bunny.
  • Dichiarazioni della marca: nelle risposte che theBalm dà nelle mail ricevute da alcune blogger, si legge che theBalm non esegue né commissiona test sui prodotti finiti (pratica vietata in Europa e troppo costosa per un'azienda piccola), e le aziende che procurano loro le materie prime sono certificate no-test dal 31 dicembre 1990 (theBalm se ne rifornisce dal 2004). (fonte)
  • Mercato europeo: sì, quindi ingredienti e prodotti finiti non possono essere testati sugli animali per essere messi sul mercato. (info qui)
  • Mercato cinese: theBalm non vende nei negozi fisici cinesi. Chi risiede in Cina può acquistare dal sito e farsi recapitare i prodotti sul territorio cinese, ma ricordo che in questo caso i prodotti non vengono sottoposti ai test. (info qui)
  • Multinazionali: theBalm è una piccola compagnia privata e non è sottoposta a nessuna multinazionale.
  • Inci: il marketing di theBalm mette in evidenza il fatto di avere ingredienti di alta qualità, l'assenza di parabeni e olii, nel rispetto della pelle per una "bellezza naturale". Tuttavia gli inci non sono sempre puliti: ci sono paraffina liquida, petrolati, cera microcristallina, derivati della soia (potenzialmente ogm), polimeri, dimeticone, disodium edta etc. Gli inci dei rossetti sono pessimi, pari a quelli comuni. Alcuni inci di esempio li potete vedere analizzati qui. Da notare la presenza di Boron Notride (potenzialmente irritante).
    Gli ingredienti citati non sono rispettosi della pelle (né dell'ambiente), quindi i prodotti non sono naturali come sembrano.
  • Vegan: negli inci viene indicato un "may contain" generico riguardo al Carminio. Tra i pennelli se ne trovano sia in setole sintetiche, sia in setole  naturali (di capra). Non ci sono molte indicazioni per quanto riguarda prodotti vegan.

Reperibilità

I prodotti theBalm in Italia si trovano solo in alcuni negozi La Gardenia (qui pdf con lista dei punti vendita). Si possono acquistare anche su Internet da siti europei come HQhair e Feelunique.

Considerazioni personali

theBalm è un brand che mi ha sempre attirata, sia per la particolarità del packaging, sia per il suo marketing per cui sembrava che i suoi inci fossero buoni. Si è sempre definita cruelty free pur non avendo nessuna dichiarazione sul sito, per non parlare dell'assenza di certificazioni.
In realtà, per quanto alcuni prodotti siano di indubbia qualità, il marketing un po' fuorviante unito all'utilizzo di ingredienti animali (aspetto sul quale potrei anche soprassedere in altri casi) mi impedisce di considerare a cuor leggero questo brand.
Safari approverebbe un po' di più l'acquisto di questi prodotti, se solo si vedesse uno sforzo più serio nel dimostrare di essere più trasparenti con la clientela.
A chi piace questo brand, consigliamo semplicemente di controllare gli inci dei prodotti prima di acquistarli, perché essere consapevoli di ciò che ci si mette in faccia è importante, soprattutto se c'è il rischio che ci siano ingredienti molto nocivi.

Alla prossima!
Ere & Anna K.

Disclaimer
I contenuti di questo post sono frutto di una modesta ricerca personale su dati forniti dalle aziende sui propri siti o tramite comunicazioni ufficiali riportate su altri siti di informazione quali Wikipedia, il sito della PETA e GoCrueltyFree. I dati sono presentati in modo obiettivo e scevro da giudizi, sia positivi che negativi. Le mie considerazioni personali vanno quindi considerate semplicemente quali riflesso della mia opinione e della mia personale etica da consumatrice e cliente. Non vi è nessun giudizio negativo nei confronti dei consumatori con cui non condivido l'etica dell'acquisto.

10 comments:

  1. Devo dire la verità. Da ciò che avevi scritto sul cruelty-free avevo inferito erroneamente che fossi una delle tante ragazze vegetariane-vegane, lav, peta and so on. Avrei dovuto sapere che non era così, soprattutto perché sei una delle blogger che fa seri ragionamenti dietro alle sue scelte e ai post che scrive. Mi scuso per averlo anche lontanamente pensato. The Balm è una marca che conosco da molto tempo ma che non ho ancora avuto il piacere di provare, complice la sua difficile reperibilità. C'è da dire che il loro packaging non passa inosservato.

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    1. Ma figurati, di cosa ti scusi! Non ci sarebbe niente di strano se lo fossi, e invece non posso vivere senza ragù, speck e polpette. Non approvo molte delle argomentazioni delle associazioni, mi arrabbio quando escono campagne shock e via dicendo. Nonostante ciò rimango convinta dell'inutilità di coinvolgere gli animali nel campo estetico, e cerco di agire di conseguenza.
      A me ispira abbastanza, ti dirò. Ho un loro ombretto ricevuto da Stregalice ed è bellissimo :) Mi piacerebbero anche altri prodotti viso, ma ora che sono riuscita a raggiungere una routine bio e minerale per la base, preferirei continuare su quella strada :)

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  2. Di The Balm non ho mai provato nulla, ma alcune palette come la Nude Tude o quella di Bon Jovi mi hanno sempre attirato. La trovo anche abbastanza facilmente, al contrario di molte altre ragazze che faticano invece.

    Peccato per la mancanza di certificazioni, che comunque non significa nulla, però per un marchio abbastanza affermato penso che il non averle non sia un problema economico. Chissà.. E peccato per gli inci, non perfetti. Però per le polveri, quindi ombretti e illuminanti che anche mi attirano, io spesso passo oltre.

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    1. Secondo me una certificazione significa qualcosa, per lo meno che ti interessa l'attenzione di un certo pubblico. Per lo meno una mail alla peta potrebbero mandarla, quella non costa nulla (è il Leaping Bunny a essere costoso).
      La Nude Tude è proprio bella e pigmentata!

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  3. The Balm mi ha fatto esattamente quell'effetto quando l'ho vista coi miei occhi. Gli inci mi hanno smontata e ovviamente il boron nitride ovunque mi ha fatta scappare...
    Non riesco bene a capire cosa intendano con formulazioni con ingredienti ricercati...

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    1. A me l'avevano spacciata per marca "verde" per il "senza parabeni"... Il che dimostra che sapere e informarsi ti protegge un po' di più dalle strategie di marketing e contro le pubblicità potenzialmente ingannevoli.
      Il Boron Nitride è proprio ovunque.

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  4. Pur avendo adocchiato i prodotti di questa casa, non ho mai acquistato nessun loro prodotto per i prezzi per me poco competitivi (mi piacevano alcune cialdine, come la Just this once Jamie, ma 16 € non sono proprio spiccioli, diciamo). Ad essere sincera, fino a qualche anno fa, manco sapevo cosa fosse un Inci e se trovavo una marca che dichiarava di non testare sugli animali ne ero felice e questo incideva un po' sul mio probabile acquisto, ma non più di tanto. Ora sono un po' più consapevole di quello che compro (e metto in faccia), anche grazie al lavoro scrupoloso e attento di blogger come te. Grazie per il bel articolo ^^

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    1. Non sono spiccioli, no. :)
      Neanche io avevo idea di cosa sono fatti i cosmetici e di cosa fossero i test, sono contenta che il mio sforzo serva non solo a me ma anche a qualcun altro. Grazie mille per il commento, mi fa molto piacere!

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  5. Me l'ero perso, questo post :O
    Insomma, ammetto di aver letto tutti questi post con estremo interesse ma anche di essere una persona orribile che non fa particolarmente attenzione all'inci :'(
    Cmq, mi hai ricordato che ho la Balm Jovi da postare da più di un anno XD

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    1. Postala, sono curiosa di leggere la recensione!!

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